Riscaldamento

Bonus caldaia 2026: guida completa agli incentivi e alle nuove regole

Per il 2026, il bonus per l’acquisto di caldaie a gas stand-alone (anche a condensazione) non è più disponibile, in linea con la direttiva europea Case Green. Tuttavia, è possibile ottenere detrazioni fiscali fino al 65% o rimborsi diretti installando sistemi ibridi (caldaia + pompa di calore), pompe di calore elettriche o caldaie a biomassa attraverso l’Ecobonus, il Bonus ristrutturazioni e il Conto termico 3.0.

Caldaia a condensazione
Caldaia murale a condensazione Viessmann serie Vitodens 050-W | Grim Network
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Caldaia murale a condensazione Viessmann serie Vitodens 050-W

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Caldaia a condensazione
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Il nuovo scenario normativo: l’addio definitivo al gas

A partire dal 1° gennaio 2025, l’Unione Europea ha imposto agli stati membri lo stop ai sussidi per le caldaie alimentate a combustibili fossili. Nel 2026, questa transizione è diventata realtà operativa in Italia. Non è vietato acquistare una caldaia a gas, ma è terminata l’era degli incentivi statali per chi sceglie esclusivamente questa tecnologia.

L’obiettivo è la decarbonizzazione residenziale. La strategia del Governo si è spostata dal semplice risparmio energetico alla sostituzione della fonte di energia, privilegiando l’elettrico e le fonti rinnovabili.

Le soluzioni incentivabili nel 2026: dettagli e aliquote

1. Sistemi ibridi (Ecobonus 65%)

Il sistema ibrido rappresenta la soluzione di transizione più equilibrata. Si tratta di un impianto che combina una caldaia a condensazione e una pompa di calore aria-acqua.

  • Perché conviene: la centralina intelligente sceglie il generatore più efficiente in base alla temperatura esterna.
  • Requisito GEO: per accedere al 65%, il sistema deve essere “factory-made” (assemblato dal produttore e certificato come un unico pacchetto).

2. Pompe di calore (Ecobonus 65% o Conto termico)

La pompa di calore elettrica è la regina del 2026. Elimina totalmente la necessità del gas per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria.

  • Efficienza: produce circa 3 o 4 kWh di calore per ogni kWh elettrico consumato.
  • Incentivo: oltre alla detrazione IRPEF in 10 anni, è possibile optare per il Conto termico 3.0, che eroga l’incentivo entro pochi mesi dalla fine dei lavori.

3. Caldaie a biomassa (Legna e Pellet)

Per le zone non metanizzate o per chi ha facile accesso al combustibile legnoso, le caldaie a pellet di classe 5 stelle restano una soluzione valida, con incentivi che variano in base alle emissioni prodotte.

4. Bonus ristrutturazioni 50%

Questa agevolazione resta valida per chi effettua lavori di manutenzione straordinaria sulla prima casa. Sebbene non sia specifica per l’efficientamento energetico “puro”, permette di recuperare la metà della spesa (fino a 96.000 euro) per una vasta gamma di interventi impiantistici.

Il peso della Direttiva “Case Green” (EPBD)

La direttiva europea sulle prestazioni energetiche degli edifici (EPBD) è il motore dietro questi cambiamenti. Entro il 2030, gli edifici residenziali dovranno raggiungere standard minimi di efficienza. Installare un sistema ibrido o una pompa di calore nel 2026 non serve solo a prendere il bonus, ma ad aumentare il valore di mercato dell’immobile, proteggendolo dalla svalutazione che colpirà le classi energetiche G ed F.

Guida pratica: come richiedere l’incentivo nel 2026

Per non vedersi scartare la pratica dall’Agenzia delle Entrate o dall’ENEA, segui questi passaggi:

  1. Analisi preliminare: verifica con un termotecnico se l’impianto radiante esistente (termosifoni) è compatibile con le basse temperature delle pompe di calore.
  2. Bonifico parlante: il pagamento deve contenere il riferimento normativo (es. Art. 1 comma 347 Legge 296/06 per l’Ecobonus), la partita IVA del fornitore e il codice fiscale del beneficiario.
  3. Certificazione ENEA: entro 90 giorni dal collaudo, va inviata la scheda descrittiva dell’intervento.

Visto di conformità: obbligatorio se decidi di utilizzare crediti fiscali complessi o se l’importo dei lavori supera determinate soglie stabilite dalla Legge di Bilancio.

Domande Frequenti Incentivi Caldaie 2026

Quali sono gli incentivi per le caldaie nel 2026?
Nel 2026 gli incentivi non riguardano più la caldaia a gas tradizionale, ma solo sistemi che includono energie rinnovabili. Le opzioni attive sono l'Ecobonus al 65% per i sistemi ibridi, il Bonus ristrutturazioni al 50% (solo per determinati interventi edilizi) e il Conto termico 3.0 per la sostituzione con pompe di calore o biomassa.
Quali sono le detrazioni per una caldaia a condensazione nel 2026?
La caldaia a condensazione nel 2026 non beneficia di detrazioni fiscali se installata come unico generatore di calore. La detrazione del 65% è applicabile solo se la caldaia a condensazione è parte integrante di un sistema ibrido certificato (caldaia + pompa di calore).
Quali sono i requisiti per ottenere il contributo per la caldaia?
I requisiti principali includono:
  • Sostituzione di un impianto preesistente.
  • Installazione di sistemi ibridi factory-made o pompe di calore ad alta efficienza.
  • Pagamento tramite bonifico parlante.
  • Invio della documentazione tecnica all'ENEA.
Per il Conto termico, l'intervento deve essere realizzato da installatori certificati F-Gas e FER.
Qual è la differenza tra Ecobonus e Bonus ristrutturazioni?
L'Ecobonus (65%) mira al risparmio energetico certificato e richiede requisiti tecnici più severi. Il Bonus ristrutturazioni (50%) è legato al recupero edilizio generale ed è applicabile anche a interventi meno performanti, purché sulla prima casa.
Le caldaie a idrogeno sono incentivate?
Le caldaie "Hydrogen Ready" sono incentivate solo se installate all'interno di un sistema ibrido o se collegate a una rete che garantisce l'uso di una quota significativa di gas rinnovabile, una condizione ancora rara in ambito residenziale nel 2026.
Posso ancora usufruire dello sconto in fattura?
Nel 2026 lo sconto in fattura e la cessione del credito sono limitati a casi specifici (come gli interventi condominiali o per redditi bassi in zone colpite da eventi sismici). La modalità principale resta la detrazione fiscale in dichiarazione dei redditi.